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lunedì 1 novembre 2010

La città europea: un modello in decadenza?

Il paesaggio della vecchia Europa è caratterizzato da almeno un millennio da una tradizione urbana che ha prodotto un modello di città con caratteristiche peculiari di assoluta originalità; ma questo modello ha un futuro oppure è destinato ad una inevitabile decadenza, sotto la spinta di una globalizzazione che rende intere parti del territorio delle città europee assolutamente uguale ad un quartiere di Pechino o di Tel Aviv? E'questa l' angosciata domanda alla quale cerca di dare una appassionata risposta Marco Romano nel suo intrigante libro "Ascesa e declino della città europea" (Raffaello Cortina Editore, Milano 2010, pp. 198 € 18,50). L' autore ripercorre la genesi e lo sviluppo della millenaria tradizione urbana europea, dominata da un comune sforzo estetico delle sue componenti pubblica e privata secondo il binomio utilitas/decus che governa questo impegno. E' la città dello sforzo di edificazione dei privati cittadini nonchè delle piazze, dei palazzi pubblici, delle cattedrali e poi dei boulevard e dei vari luoghi tematizzati, luogo di forte identità, una immagine di città anche potentemente inserita nel paesaggio e nella storia italiana, che possiamo trovare facilmente rappresentata e simboleggiata negli affreschi del Buon Governo del Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena, non a caso città fortemente evocativa di questa tradizione urbana. Ma, secondo Romano, la città europea così come l' abbiamo conosciuta per un millennio è ora pesantemente minacciata fino a indurre a dubitare sulla sua futura sopravvivenza. A minare la sua essenza sono le anonime periferie costruite come piccole città autonome, nel migliore dei casi pianificate come autosufficienti, nel peggiore dei casi prive di tematizzazione, ma comunque scollegate dalla parte di città rimasta nell'alveo della tradizione. Anche la presenza sul territorio europeo, per effetto della globalizzazione, di varie culture che hanno un approccio diverso rispetto a tematiche come l' abitare e la stessa concezione e vivibilità dei luoghi della città, pone grossi interrogativi circa la sopravvivenza della tradizione della città europea. Pur considerando con la massima preoccupazione l' attuale situazione della nostra millenaria città, l' autore confida e spera nella non ineluttabilità di un declino. Per quanto ci riguarda, crediamo che, di fronte a questo millenario patrimonio di bellezza che ha magnificamente risposto all' esigenza dell'uomo europeo di vivere insieme agli altri, valga la pena ricercare con forza le ragioni per rilanciare questa eredità di oltre mille anni, ragioni che consentano nel prossimo futuro ad un nuovo Lorenzetti di dipingere con orgoglio una rinnovata città europea, generata dalla sua storia.

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