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venerdì 10 dicembre 2010

Non è più sempre la solita musica

Mi vorrei riallacciare all'articolo pubblicato il mese scorso, in cui si citava l'elenco del Maestro Abbado dei motivi per i quali non considera giusto apportare dei tagli alla Cultura, per sottolineare con gioia come un altro insigne esponente del mondo della Musica abbia preso posizione sul medesimo tema. Ebbene sì: la musica è cambiata! Dopo l'intervento del Maestro Daniel Barenboim alla Prima della Scala, possiamo usare senza tema di smentita questa metafora, che ci serve ad evidenziare come in questo nostro Paese, nell'occhio del ciclone per innumerevoli vicende, ci sia anche qualcosa che si sta muovendo in senso positivo, qualcosa da evidenziare. Cosa c'è di più bello infatti, che assistere alla rivendicazione ( garbata, misurata, ma categorica) da parte di esponenti di spicco della cultura internazionale, della tutela di un bene comune, che la nostra stessa Costituzione definisce tale? Quale soddisfazioine maggiore, per tutti coloro che questo bene hanno a cuore, vedere che portavoce di tale rango mettono a disposizione la loro visibilità, per perorare una causa che, forse, in qualunque Paese libero e progredito, non avrebbe nemmeno bisogno di essere sostenuta?
Si è parlato di Costituzione. Ed è profondamente vero che anche i valori intangibili vanno tutelati dalla legge. Non è un concetto dei giorni nostri, questo. Non dimentichiamo infatti che, già nell'antichità, era stata affermata l'inscindibilità di concetti come quello di bene assoluto, da quelli di giustizia e di bellezza, che venivano considerati un tutt'uno. Tutelare tutto ciò che è bello (si tratti di un paesaggio, di un patrimonio storico o artisitco) è non solo giusto, ma profondamente etico. E, nella visione comune che tutti noi abbiamo del concetto di Cultura, ogni singolo atto che vada potenzialmente a lederne l'integrità, l'incentivazione, la crescita, è ritenuto gravemente ingiusto e amorale.
La nostra Carta Costituzionale dice anche che vanno rimossi tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: èd per questo che siamo pienamente concordi e solidali con quanti si impegnano in attività volte a sostenere la crescita continua dell'individuo e la sua formazione nei diversi ambiti culturali, tradizionali ed innovativi.
La musica è finita, si diceva negli anni '60. No. La musica è cambiata, possiamo finalmente dire nel 2010.

1 commento:

  1. La musica è cambiata perchè il mondo è cambiato e non si può più pensare che il nostro cervello, come diceva credo Totò,non serve solo a "spartere gli uocchie".

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